
al-Farabi.
Abu Nasr Muhammad ibn Muhammad ibn Tarhan Farabi, il cui nome fu
latinizzato in Avennasar, era nato nell'870 nell'Iran
settentrionale, ma crebbe a Damasco, dove si sarebbe dedicato alle
letture filosofiche mentre lavorava come guardiano di giardini.
Recatosi a Baghdad segu l'insegnamento di due professori di
logica cristiani. Visse poi ad Aleppo, in Siria, presso la corte
del principe Sayf al-Dawlah della dinastia hamdanide. Mor a
Damasco nel 950. Fu soprannominato Magister secundus, in quanto
espositore e commentatore della scienza della logica di Aristotele
(Magister primus). La sua opera L'enumerazione delle scienze
contribuir a fissare in modo durevole una concezione del rapporto
tra la filosofia e le altre scienze, e tra scienze greche e
islamiche. E' autore di una ampia opera filosofica che mira a
integrare l'aristotelismo con una visione neoplatonica ed
emanazionistica, come risulta dal suo scritto L'accordo tra le
opinioni dei due saggi, in cui cerca di conciliare la filosofia
spiritualista del divino Platone con le concezioni aristoteliche
delle forme inerenti alla materia. Nel suo trattato politico-
filosofico Le opinioni degli abitanti della Citt perfetta (o La
Citt dell'Ideale), egli cerca di accreditare l'idea di un potere
unificatore, idealmente di natura profetica ma di fatto riservato
ai saggi, oltre che fondato sulla ragione

14) al-Farabi. Il Primo Esistente.
Il filosofo arabo definisce Dio il Primo Esistente o anche il
Primo, e si preoccupa di dimostrare la sua diversit da tutto ci
che esiste, la sua perfezione, il suo essere al di l delle
determinazioni dell'intelletto umano. Da lui tutto procede in una
serie di ipostasi fino alla materia

La Citt dell'Ideale (vedi manuale pagina 280).

1   Il Primo Esistente  il fondamento dell'esistenza di tutto ci
che esiste. Esso  esente da ogni privazione mentre in tutto ci
che  fuori di Lui ogni privazione pu aver luogo, una o pi. Il
Primo ne  perci libero sotto ogni rapporto.
2   Cos la sua esistenza  l'Eccellente e il Primo, n qualsiasi
altra esistenza pu esser pi eccellente o anteriore alla sua
esistenza. Nell'eccellenza dell'esistenza Egli sta in altissimo
luogo e nella perfezione dell'esistenza nel grado pi elevato.
Perci  impossibile che alla sua esistenza e alla sua sostanza si
mescoli alcun Non-essere.
3   E' anche impossibile che Egli (il Primo) abbia una esistenza
soltanto potenziale e non  neppure possibile in alcuna maniera
che Egli non esista. Perci Egli  nella sostanza e nell'essenza
l'Esistente che dura ab aeterno senza che per essere eterno abbia
bisogno di qualche altro che sostenga la sua sussistenza; nella
sua sostanza vi  gi la sufficienza per la sussistenza e la
durata della sua esistenza.
    [...].
4   E l'ordine di queste esistenze consiste in ci che il pi
limitato viene per primo e poi un pi elevato e un pi elevato
finch si arriva al pi elevato oltre il quale non si procede. E
il pi limitato  la materia universale; pi elevati sono gi gli
elementi; seguono poi i minerali; poi le piante, poi gli animali
irrazionali e quindi l'animale razionale; e dopo l'animale
razionale non vi  nulla di pi elevato.
5   Invece presso gli enti sopra ricordati (le esistenze celesti)
viene ordinato come primo il pi elevato; e segue poi quello pi
limitato e poi uno pi limitato finch si giunge al pi limitato
tra di essi; ma l'Eccellente  il Primo. Delle cose separate
(dalla materia), dopo il Primo ve ne sono dieci; ed i corpi
celesti sono in tutto nove; e cos sono tra tutti diciannove.
Ognuno di questi dieci sta nel suo essere e nel suo luogo solo
[...]

(Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1966, volume
quarto, pagine 1060-1062).

